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April 23 ---> O.4Il tempo non mi aveva resa immune alla perfezione del suo viso ed ero certa che non avrei mai dato per scontato niente del suo aspetto: la mascella quadrata, la curva più morbida delle labbra piene che in quel momento mostravano un sorriso, la linea dritta del naso, l'angolo retto delle guancie,l'arco liscio e marmoreo della fronte, spezzato da un ciuffo di capelli bronzei che la pioggia aveva reso più scuri...
Gli occhi li conservai per ultimi, certa che fissarli mi avrebbe fatto perdere il filo del discorso; erano grandi, caldi d'oro liquido, incorniciati da ciglia nere e fitte. Guardarlo negli occhi mi faceva setire sempre straordinaria, tanto leggera che quasi non sentivo più le ossa. Mi girava anche un pò la testa, forse perchè mi ero dimenticata di respirare.Dinuovo
- Bella-
Sleep, my Bella. Dream happy dreams.
- E d w a r d -
Era sempre un brutto giorno quando Edward non c'era.Alice non aveva previsto niente di strano per il fine settimana, dunque avevo insistito perchè approfitasse per andare a caccia con i suoi fratelli. Sapevo quanto lo annoiava cacciare solo prede facili nelle vicinanze. <<Vai e divertiti>>, gli avevo detto. <<Prendi qualche puma anche per me>>. Difronte a lui non avrei mai ammesso quanto fosse dura per me quando non c'era, quanto in fretta si risvegliassero gli incubi dell'abbandono. Se glielo avessi detto lo avrei intimorito, terrorizzato, e si sarebe rifutato di allontanarsi persino difronte ai motivi più stringenti. Sarebbe stato come all'inizio, subito dopo il ritorno dall'Italia. I suoi occhi dorati erano diventati scuri e aveva sofferto la sete più del necessario. Per questo avevo deciso di fare la coraggiosa e lo cacciavo di casa ogni volta che Emmet e Jasper volevano partire. Eppure credoche avesse capito come stavo. Un pò. Quella mattina c'era un biglietto sul mio cuscino: " Tornerò talmente presto che non avrai neanche il tempo di sentire la mia mancanza. Prenditi cura del mio cuore, te l'ho lasciato".
<< Suppongo che in questo momento non ti vada di ricevere un anello>>. Deglutii prima di rispondere. << La tua opposizione è corretta>>. Rise della mia espressione. << Fantastico. Ma te lo metterò al dito presto>>. Gli lanciai un'occhiataccia. << Parli come se l'avessi in tasca>>. << Proprio così>>, ribattè in modo sfacciato. << Sono pronto ad approfittare del tuo primo momento di distrazione>>. << Sei incredibile>>. << Vuoi vederlo?>>, mi chiese. Il topazio liquido dei suoi occhi si accese di entusiasmo. << No!>>, urlai quasi, senza pensarci su. Me ne pentii all'istante. Anche lui ci rimase male. << A meno che non desideri davvero mostrarmelo>>, aggiunsi. Serrai la bocca per non mostrare il mio terrore irrazionale. << No c'e problema>>, si strinse nelle spalle. << Posso aspettare>>. Sospirai. << Fammi vedere quel maledetto anello, Edward>>. Scosse la testa. << No>>. Studiai la sua espressione per un istante interminabile. << Per favore>>, dissi calma, sperimentando l'arma di persuasione che avevo appena scoperto di possedere. Con la punta delle dita gli toccai con delicatezza il volto.<< Per favore, posso vederlo>> Affilò lo sguardo. << Sei la creatura più pericolasa che abbia mai incontrato>>, mormorò. Poi si alzò e si inginocchiò con grazia inconsapevole accanto al comodino. Un istante dopo era di nuovo sul letto, accanto a me, e mi cingeva le spalle con un braccio. Teneva in mano una scatolina nera. La mise in bilico sul mio ginocchio sinistro. << Avanti allora, aprila>>, disse in modo brusco. Prendere quella scatolina inoffensiva fu più difficile di quanto pensassi, ma non volevo ferilo di nuovo, così provai a fermare il tremore della mia mano. La superficie era morbida, in raso netto. La sfiorai con le dita, indecisa. << Hai speso un sacco di soldi, vero? Menti pure, se l'hai fatto>>. << Non ho speso nulla>>, mi rassicurò. << E' solo un'altro riciclaggio. E' l'anello di fidanzamento di mia madre>>. << Ah>>. La mia voce si riempì di sorpresa. Strinsi il coperchio tra il pollice e l'indice, ma non riuscii ad aprirlo. << Immagino che sia un pò fuori moda>>, si scusò, divertito. << All'antica come me. Ti posso fare avere qualcosa di più moderno. Ti andrebbe qualcosa di Tiffany?>>. << Mi piacciono le cose fuori moda>>, mormorai e aprii esitante il coperchio. Protetto dal satin nero, l'anello di Elizabeth Masen brillava alla luce fioca. Era un ovale allungato, coperto da file oblique di pietre tonde e luccicanti. La montatura era d'oro giallo, sottile e delicata. L'oro formava una rete finissima attorno ai diamanti. Non avevo mai visto nulla del genere. Senza pensarci accarezzai le gemme scintillanti. << Che carino>>, mormorai sorpresa. << Ti piace?>>. << E' bellissimo>>. Alzai le spalle, fingendo di non essere interessata. << Perchè non dovrebbe piacermi?>>. Ridacchiò. << Guarda se ti va bene>>. La mia mano sinistra si strise in un pugno. << Bella>>, disse. << Non te lo salderò al dito. Vorrei solo che te lo provassi per vedere se la misura è giusta. Dopo te lo puoi togliere>>. <<Bene>>, borbottai. Feci per prenderlo, ma le sue dita lunghe furono più veloci. Mi prese la mano sinistra e infilò l'anello all'anulare. Mi sollevò la mano ed entrambi osservammo l'anello brillare al contrasto con la mia pelle. Portare un anello al dito non era orribile come temevo. << Misura perfetta>>, disse quasi indifferente. << Non c'e male... mi risparmia un viaggio dall'orefice>>. Dietro al tono disinvolto della sua voce percepii una forte emozione e lo guardai in faccia. L'emozione traboccava anche dagli occhi, malgrado tutti i suoi sforzi. << Ti piace,non è vero?>>, domandai sospettosa, muovendo le dita e rimpiangendo di non essermi rotta la mano sinistra. Alzò le spalle. << Certo>>, disse con disinvoltura. << Ti sta davvero bene>>. Lo guardai negli occhi, cercando di decifrare l'emozione che covava. Anche lui mi guardò e all'improvviso ogni accenno di finzione sparì. Era raggiante e il suo viso d'angelo sprizzava gioia da tutti i pori. Era così magnifico da lasciarmi senza fiato. Prima che potessi riprendere a respirare, mi baciò, esultante. Ero stordita. Quando mosse la bocca per sussurrarmi qualcosa all'orecchio notai he il suo respiro era irregolare come il mio. << Si mi piace. E non sai quanto>>. Risi, con il fiato grosso. << Ci credo>>. <<Ti dispiace se faccio una cosa?>>, sussurrò, stringendomi nell'abbraccio. << Tutto ciò che vuoi>>. Mi lasciò andare e scivolò via. << Questo no, però>>, mi lamentai. Mi ignorò, mi prese per mano e mi fece alzare dal letto. Stava in piedi di fronte a me, con le mani sulle mie spalle, serio. << Invece voglio farlo come si deve. Per favore, per favore, ricordati che mi hai già detto di si, e non rovinare tutto>>. << Oh, no>>, esclamai, e lo vidi inginocchiarsi davanti a me. << Sii gentile>>, mormorò. Respirai a fondo. <<Isabella Swan?>>. Mi guardò da dietro quelle ciglia incredibilmente lunghe, con i suoi occhi dorati, dolci e al tempo stesso ardenti. << Prometto di amarti per sempre, ogni singolo giorno, per l'eternità. Mi vuoi sposare?>>. Avrei voluto dire un sacco di cose, alcun nient'affatto belle, altre vergognosamente sdolcinate e romantiche, che forse nemmeno nei suoi sogni mi aveva mai sentito dire. Eppure, invece di sentirmi in imbarazzo, sussurai: << Si>>. << Grazie>>, rispose senza aggiungere altro. Poi mi prese la mano e le sue labbra sfiorarono la punta di ogni dito, prima di baciare l'anello che ormai era mio. Comments (6)
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