Apathetic's profile·÷±‡±✖ღღ»♥«_ApAtHeTiC_hE...PhotosBlog Tools Help
Image and video hosting by TinyPic
No content has been added yet.

Custom HTML

No content has been added yet.
Image and video hosting by TinyPic
July 10

---> 0.5 <---

"Non temere", mormorai. "Noi ci apparteniamo". Fui immediatamente travolta dalla verità delle mie stesse parole. Quel momento era così perfetto, 

così giusto, che per nulla al mondo potevo dubitarne. Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lui, estate e inverno. Era come se ogni terminazione 

nervosa del mio corpo sprizzasse elettricità. "Per sempre", aggiunse Edward e mi trascinò con dolcezza verso acque piu profonde.




<---------->

La marcia era troppo lenta, sforzavo il mio passo a seguirne il ritmo. Grazie al cielo, la distanza era brevissima. Poi, finalmente, eccomi. Edward mi porse una mano. Charlie prese la mia e con un gesto simbolico vecchio quanto il mondo la posò su quella di Edward. Toccai il freddo miracolo della sua pelle e mi sentii a casa.
Ci scambiammo le promesse con le parole semplici e tradizionali già pronunciate milioni di altre volte, ma forse mai da una coppia come la nostra. Avevamo chiesto al signor Weber. E lui accettò di correggere <<finchè morte non ci separi>> nel più appropiato <<fino a quando entrambi vivremo>>.
In quel momento, mentre il pastore parlava, mi sembrò che il mio mondo, rimasto sotto sopra così a lungo, iniziasse a tornare al suo posto. Capii che ero stata sciocca a temere tutto questo, neanche fosse un regalo di compleanno indesiderato o una passerella imbarazzante come il ballo di fine anno. Incrociai lo sguardo luminoso e trionfante di Edward e capii che era una vittoria anche mia. Perchè l'unica cosa che importasse era poter stare con lui.
Mi accorsi che piangevo soltanto al momento di pronunciare le parole che ci avrebbero unito.
<<Si>>, riuscii ad ansimare con un sussurro incomprensibile, battendo le palpebre per schiarirmi lo sguardo e vederlo meglio in volto.
Quando toccò a lui, la parola risuonò netta e trionfante.
<<Si>>, promise.
Il signor Weber ci dichiarò marito e moglie e le mani di Edward si avvicinarono al mio volto per cingerlo con dolcezza, come fosse delicato quanto i petali bianchi che dondolavano sulle nostre teste. Accecata dal velo di lacrime, cercai di capacitarmi del fatto surreale che quella persona straordinaria fossi io. Quasi fosse possibile, anche i suoi occhi dorati sembravano gonfi di lacrime. Piegò la testa verso di mee io mi alzai in punta di piedi, gettandogli le braccia al collo, con il bouquet e tutto il resto.
Fu un bacio tenero, adorante. Dimenticai la folla, il luogo, il tempo, la ragione. Ricordavo solo che mi amava, che mi voleva, che ero sua.
Lui lo aveva iniziato e stava a lui concludere quel bacio, ma io lo strinsi forte, ignorando le risatine e i colpi di tosse dei presenti. Alla fine le sue mani lasciarono il mio visoe, troppo presto, fece un passo indietro per guardarmi. A prima vista, il suo sorriso spontaneo sembrava divertito, quasi compiaciuto. Ma dietro il momentaneo divertimento per la mia esibizione pubblica c'era una gioia profonda, eco della mia.
La folla scoppiò in un applauso e Edward si voltò con me verso i nostri amici e parenti. Io però non riuscivo ad allontanare lo sguardo dal suo volto.
Le braccia di mia madre furono le prime a trovarmi, il suo viso solcato di lacrime il primo che vidi quando, controvoglia, distolsi gli occhi da Edward. Poi fu un susseguirsi di abbracci, da un invitato all'altro, senza capire bene chi mi stringesse, mentre la mia attenzione era tutta concentrata sulla mano di Edward intrecciata alla mia. Riconoscevo la differenza fra gli abbracci morbidi e caldi degli umani e quelli delicati e freddi della mia nuova famiglia.
Un abbraccio rovente si distinse fra tutti: Seth Clearwater aveva sfidato la folla di vampiri per sostituire il mio amico licantropo assente.
April 23

---> O.4

Il tempo non mi aveva resa immune alla perfezione del suo viso ed ero certa che non avrei mai dato per scontato niente del suo aspetto: la mascella quadrata, la curva più morbida delle labbra piene che in quel momento mostravano un sorriso, la linea dritta del naso, l'angolo retto delle guancie,l'arco liscio e marmoreo della fronte, spezzato da un ciuffo di capelli bronzei che la pioggia aveva reso più scuri...
Gli occhi li conservai per ultimi, certa che fissarli mi avrebbe fatto perdere il filo del discorso; erano grandi, caldi d'oro liquido, incorniciati da ciglia nere e fitte. Guardarlo negli occhi mi faceva setire sempre straordinaria, tanto leggera che quasi non sentivo più le ossa. Mi girava anche un pò la testa, forse perchè mi ero dimenticata di respirare.Dinuovo
 
 
- Bella-
 


img253/2968/m81g1zmr5.jpg

Sleep, my Bella. Dream happy dreams. 
You are the only one who has ever touched my heart. It will always be yours. 
Sleep, my only love. My Heart is just a silent,and it,too,is yours.
 

 

- E d w a r d -

 

Era sempre un brutto giorno quando Edward non c'era.Alice non aveva previsto niente di strano per il fine settimana, dunque avevo insistito perchè approfitasse per andare a caccia con i suoi fratelli. Sapevo quanto lo annoiava cacciare solo prede facili nelle vicinanze. <<Vai e divertiti>>, gli avevo detto. <<Prendi qualche puma anche per me>>. Difronte a lui non avrei mai ammesso quanto fosse dura per me quando non c'era, quanto in fretta si risvegliassero gli incubi dell'abbandono. Se glielo avessi detto lo avrei intimorito, terrorizzato, e si sarebe rifutato di allontanarsi persino difronte ai motivi più stringenti. Sarebbe stato come all'inizio, subito dopo il ritorno dall'Italia. I suoi occhi dorati erano diventati scuri e aveva sofferto la sete più del necessario. Per questo avevo deciso di fare la coraggiosa e lo cacciavo di casa ogni volta che Emmet e Jasper volevano partire. Eppure credoche avesse capito come stavo. Un pò. Quella mattina c'era un biglietto sul mio cuscino: 

" Tornerò talmente presto che non avrai neanche il tempo di sentire la mia mancanza. Prenditi cura del mio cuore, te l'ho lasciato".

 

<< Suppongo che in questo momento non ti vada di ricevere un anello>>. Deglutii prima di rispondere. << La tua opposizione è corretta>>. Rise della mia espressione. << Fantastico. Ma te lo metterò al dito presto>>. Gli lanciai un'occhiataccia. << Parli come se l'avessi in tasca>>. << Proprio così>>, ribattè in modo sfacciato. << Sono pronto ad approfittare del tuo primo momento di distrazione>>.  << Sei incredibile>>.                  << Vuoi vederlo?>>, mi chiese. Il topazio liquido dei suoi occhi si accese di entusiasmo. << No!>>, urlai quasi, senza pensarci su. Me ne pentii all'istante. Anche lui ci rimase male. << A meno che non desideri davvero mostrarmelo>>, aggiunsi. Serrai la bocca per non mostrare il mio terrore irrazionale. << No c'e problema>>, si strinse nelle spalle. << Posso aspettare>>.     Sospirai. << Fammi vedere quel maledetto anello, Edward>>.  Scosse la testa. << No>>. Studiai la sua espressione per un istante interminabile.  << Per favore>>, dissi calma, sperimentando l'arma di persuasione che avevo appena scoperto di possedere. Con la punta delle dita gli toccai con delicatezza il volto.<< Per favore, posso vederlo>>         Affilò lo sguardo. << Sei la creatura più pericolasa che abbia mai incontrato>>, mormorò. Poi si alzò e si inginocchiò con grazia inconsapevole accanto al comodino. Un istante dopo era di nuovo sul letto, accanto a me, e mi cingeva le spalle con un braccio. Teneva in mano una scatolina nera. La mise in bilico sul mio ginocchio sinistro. << Avanti allora, aprila>>, disse in modo brusco.  Prendere quella scatolina inoffensiva fu più difficile di quanto pensassi, ma non volevo ferilo di nuovo, così provai a fermare il tremore della mia mano. La superficie era morbida, in raso netto. La sfiorai con le dita, indecisa.  << Hai speso un sacco di soldi, vero? Menti pure, se l'hai fatto>>.  << Non ho speso nulla>>, mi rassicurò. << E' solo un'altro riciclaggio. E' l'anello di fidanzamento di mia madre>>.  << Ah>>. La mia voce si riempì di sorpresa. Strinsi il coperchio tra il pollice e l'indice, ma non riuscii ad aprirlo. << Immagino che sia un pò fuori moda>>, si scusò, divertito. << All'antica come me. Ti posso fare avere qualcosa di più moderno. Ti andrebbe qualcosa di Tiffany?>>. << Mi piacciono le cose fuori moda>>, mormorai e aprii esitante il coperchio. Protetto dal satin nero, l'anello di Elizabeth Masen brillava alla luce fioca. Era un ovale allungato, coperto da file oblique di pietre tonde e luccicanti. La montatura era d'oro giallo, sottile e delicata. L'oro formava una rete finissima attorno ai diamanti. Non avevo mai visto nulla del genere. Senza pensarci accarezzai le gemme scintillanti. << Che carino>>, mormorai sorpresa.  << Ti piace?>>.  << E' bellissimo>>. Alzai le spalle, fingendo di non essere interessata. << Perchè non dovrebbe piacermi?>>. Ridacchiò. << Guarda se ti va bene>>. La mia mano sinistra si strise in un pugno.    << Bella>>, disse. << Non te lo salderò al dito. Vorrei solo che te lo provassi per vedere se la misura è giusta. Dopo te lo puoi togliere>>. <<Bene>>, borbottai.   Feci per prenderlo, ma le sue dita lunghe furono più veloci. Mi prese la mano sinistra e infilò l'anello all'anulare. Mi sollevò la mano ed entrambi osservammo l'anello brillare al contrasto con la mia pelle. Portare un anello al dito non era orribile come temevo. << Misura perfetta>>, disse quasi indifferente. << Non c'e male...  mi risparmia un viaggio dall'orefice>>. Dietro al tono disinvolto della sua voce percepii una forte emozione e lo guardai in faccia. L'emozione traboccava anche dagli occhi, malgrado tutti i suoi sforzi. << Ti piace,non è vero?>>, domandai sospettosa, muovendo le dita e rimpiangendo di non essermi rotta la mano sinistra. Alzò le spalle. << Certo>>, disse con disinvoltura.    << Ti sta davvero bene>>.  Lo guardai negli occhi, cercando di decifrare l'emozione che covava. Anche lui mi guardò e all'improvviso ogni accenno di finzione sparì. Era raggiante e il suo viso d'angelo sprizzava gioia da tutti i pori. Era così magnifico da lasciarmi senza fiato. Prima che potessi riprendere a respirare, mi baciò, esultante. Ero stordita. Quando mosse la bocca per sussurrarmi qualcosa all'orecchio notai he il suo respiro era irregolare come il mio. << Si mi piace. E non sai quanto>>. Risi, con il fiato grosso. << Ci credo>>. <<Ti dispiace se faccio una cosa?>>, sussurrò, stringendomi nell'abbraccio. << Tutto ciò che vuoi>>. Mi lasciò andare e scivolò via. << Questo no, però>>, mi lamentai.  Mi ignorò, mi prese per mano e mi fece alzare dal letto. Stava in piedi di fronte a me, con le mani sulle mie spalle, serio. << Invece voglio farlo come si deve. Per favore, per favore, ricordati che mi hai già detto di si, e non rovinare tutto>>.  << Oh, no>>, esclamai, e lo vidi inginocchiarsi davanti a me.             << Sii gentile>>, mormorò. Respirai a fondo.  <<Isabella Swan?>>. Mi guardò da dietro quelle ciglia incredibilmente lunghe, con i suoi occhi dorati, dolci e al tempo stesso ardenti. << Prometto di amarti per sempre, ogni singolo giorno, per l'eternità. Mi vuoi sposare?>>.  Avrei voluto dire un sacco di cose, alcun nient'affatto belle, altre vergognosamente sdolcinate e romantiche, che forse nemmeno nei suoi sogni mi aveva mai sentito dire. Eppure, invece di sentirmi in imbarazzo, sussurai: << Si>>.  << Grazie>>, rispose senza aggiungere altro. Poi mi prese la mano e le sue labbra sfiorarono la punta di ogni dito, prima di baciare l'anello che ormai era mio.

March 04

O---->3

Sgranò gli occhi. "Questo sarebbe il tuo sogno? Diventare un mostro? ".
"Non proprio", risposi, rabbuiandomi alla parola che aveva scelto. Mostro, figuriamoci. "Più che altro, sogno di restare con te per sempre".
La sua espressione cambiò, resa mesta e dolce dal sottile dolore che m'incrinava la voce.
"Bella". Con le dita sfiorò il contorno delle mie labbra. "Starò sempre con te. Non ti basta?"
Il sorriso mi si aprì sotto le sue dita. "Mi basta, per ora".La mia tenacia lo fece spazientire. Nessuno dei due si sarebbe arreso, quella sera. Dalla sua bocca uscì uno sbuffo che somigliava più a un ruggito.
Gli sfiorai il viso. << Stammi a sentire. Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?>>
<<Si, mi basta>>, rispose,sorridendo. <<Mi basta, per sempre>>.
E mi sfiorò di nuovo il collo con le labbra fredde."
 
 
---><---
"Quante volte" chiesi disinvolta. 
"Come? " Sembrava l'avessi distolto da chissà quale catena di pensieri. 
Non mi voltai. "Quante volte sei venuto qui? ". 
"Vengo a trovarti quasi tutte le notti". 
Mi voltai di scatto, stupita: "Perché?" 
"Sei interessante quando dormi". Lo diceva come se niente fosse. "Parli nel sonno". 
"No! " sbottai, rossa di vergogna fino ai capelli. 
Era dispiaciuto, glielo leggevo negli occhi. "Sei tanto arrabbiata con me?" 
"Dipende! " Mi sentii come se qualcuno mi avesse rubato l'aria. 
Aspettò che chiarissi. 
"Da... " mi sollecitò dopo un po'. 
"Da quel che hai sentito! " strillai. 
All'istante, in silenzio si materializzò al mio fianco e mi prese le mani con delicatezza. 
"Non essere così sconvolta" Si chinò su di me e da pochi centimetri di distanza mi fissò negli occhi. 
Ero imbarazzata, e cercai di distogliere lo sguardo. 
"Ti manca tua madre" sussurrò. 
"E che altro?" 
Sapeva dove volevo arrivare. "Hai pronunciato il mio nome" ammise. 
Sospirai, rassegnata: "Tante volte?" 
"Quante sarebbero precisamente - tante-?" 
"Oh, no! " chinai la testa. 
"Non prendertela con te stessa" mi sussurrò in un orecchio. "Se fossi capace di sognare, sognerei te. E non me ne vergogno!!!

o--->2

                                        
"Isabella". Pronunciò il mio nome completo con attenzione; poi, con la mano libera, giocò con i miei capelli, scompigliandoli. Quel contatto così casuale mi scatenò una tempesta dentro. "Bella, arriverei a odiare me stesso, se dovessi farti del male. Non hai idea di che tormento sia stato", abbassò gli occhi, intimorito, "il pensiero di te immobile, bianca, fredda... di non vederti più avvampare di rossore, di non poter più cogliere la scintilla nel tuo sguardo quando capisci che ti sto prendendo in giro... non sarei in grado di sopportarlo". Mi fissò con i suoi occhi meravigliosi e angosciati. "Ora sei la cosa più importante per me. La cosa più importante di tutta la mia vita".Il rapido cambio di direzione nella conversazione mi fece girare la testa. Eravamo passati dalla spensierata constatazione della mi imminente scomparsa alle dichiarazioni ufficiali. Aspettava una risposta, e malgrado non levassi lo sguardo dalle nostre mani intrecciate, sentivo i suoi occhi dorati addosso.
<< Sai già cosa provo, ovviamete>>, risposi, infine. << Sono qui, il che, in due parole,significa che preferirei morire, piuttosto che rinunciare a te>>. Abbassai lo sguardo. <<Sono un'idiota>>.
<<Certo che lo sei>>, ribadì lui, con una risata. Lo fissai negli occhi, e anch'io inizia a ridere. Ridevamo di quel momento così folle e totalmente imprevedibile.
<<Così il leone si innamorò dell'agnello...>>, mormorò.
Guardai altrove nascondendogli i miei occhi, elettrizzata da quelle parole.
<<Che agnello stupido>>, sospirai.
<<Che leone pazzo e masochista>>"
February 25

<3

 
 
Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di un'occasione, ma di sicuro non l'avrei mai immaginata così.
Con il fiato sospeso, fissavo gli occhi del cacciatore, dall'altra parte della stanza stretta e lunga,e lui ricambiava con uno sguardo garbato.
Er senz'altro una bella maniera di morire, sacrificarmi per un'altra persona, qualcuno che amavo. Una maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa.
Sapevo che se non fossi mai andata a Forks non mi sarei ritrovata di fronte alla morte. Per quanto fossi terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua apsettativa, non è giusto lamentarsi perchè alla fine si conclude.
Il cacciatore fece un sorriso amichevole e si avvicinò con passo lento e sfrontato, pronto a uccidermi."

 

Apathetic

Occupation
Location
Interests
No content has been added yet.